PSICOLOGIA: UN AIUTO CONTRO IL CANCRO

Una terapia psicologica  potrebbe essere di grande aiuto  se non riuscite a gestire o accettare la spiacevole notizia che avete un cancro . In   molti   ospedali,   tramite   il   servizio   sanitario   nazionale,   c’è   la   possibilità   di   essere   seguite   da   una   psiconcologa ,   una   psicologa   specializzata   per   elaborare   e affrontare   la   nefasta   comunicazione   di   un   tumore .   Personalmente   ho   scelto   un   percorso   privato   perchè   la   mia   vita   era   già   costellata   di   altri   problemi   che   si sono   intrecciati   tra   loro   e   perchè   passavo   così   tanto   tempo   in   ospedale,   tra   visite   e   controlli,   che   avevo   bisogno   di   un   altro   ambiente   che   non   mi   procurasse ulteriore ansia. Quel che ho imparato, e sto imparando, è che qualsiasi dramma, trauma o malattia voi stiate attraversando, dovete tenere conto di questi fattori: 1. IL VOSTRO CARATTERE: cercate   di capire chi siete veramente e comportatevi di conseguenza. 2. I VOSTRI PENSIERI: analizzateli e capitene l’origine. Siete veramente pessimisti o è solo quel che vi hanno fatto vedere fino ad adesso? 3. COME VI SENTITE NEI CONFRONTI DEL MONDO: vi sentite in pace o perennemente in lotta con tutto e tutti? 4.   LA   VOSTRA   FAMIGLIA   potrebbe   non   avervi   fornito   gli   strumenti   adeguati   per   vivere   bene   e   avere   un   corretto   equilibrio   per   affrontare   i   problemi   nel   modo giusto. Se   avete   un   carattere   positivo,   partite   da   una   situazione   emotivamente   stabile   e   non   avete   situazioni   emozionali   irrisolte,   avrete   sicuramente   un   piccolo vantaggio   e   la   terapia   potrà   sostenervi   temporaneamente.   Difficilmente,   però,   si   supera   completamente   questo   tipo   di   trauma.   Si   accetta,   si   convive   e   si   vive bene,   si   tornerà   a   ridere,   a   lavorare,   a   uscire,   a   fare   attività   fisica,   ma   dentro   di   voi   sarete   cambiate.   Sia   fisicamente,   sia   emotivamente.   Accettatelo   perchè   è l’unica cosa da fare per vivere in armonia. Se   partite   emozionalmente   da   una   situazione   di   ansia,   depressione   e   tendete   a   isolarvi   piuttosto   che   condividere   e   stare   in   compagnia,   la   terapia   per supportare   il   cancro   come   singolo   evento   potrebbe   non   bastare.    Affidatevi   a   un   buon   terapeuta   in   base   alle   vostre   esigenze:   ascoltate   quello   di   cui   avete bisogno.   Avrete   più   forza,   più   energia   e   l’obiettivo   di   guarire.   Avrete   momenti   di   paura,   di   mancanza   di   energia,   e   di   stanchezza   emotiva.   Durante   e   dopo   la malattia   e   le   terapie.   Trovare   il   giusto   equilibrio   sarà   un   percorso   lungo,   ma   non   dovete   avere   fretta.   Ognuno   di   noi   ha   i   suoi   tempi   di   ripresa.   Il   cancro   vi   dà   la possibilità   di   ascoltare   il   vostro   corpo   e   le   vostre    esigenze.   Osservate   la   vostra   vita   e   cambiate   quel   che   volete   cambiare:   il   tempo   è   prezioso   e   deve   essere speso per fare quello che ci fa stare bene.

PSICOLOGIA: SCEGLIERE LA TERAPIA ADATTA

Il terapista e la terapia che sceglierete per continuare la vita durante e dopo il cancro  sarà di fondamentale importanza. Ma come scegliere la terapia più adatta? Nel   mio   caso,   un   po’   per   fortuna,   un   po’   per   coincidenza,   avendo   un’ amica   psicologa    mi   sono   rivolta   a   lei   per   un   consiglio   in   base   alle   mie   specifiche   esigenze del momento. Sapevo di cosa avevo bisogno: qualcuno che mi accompagnasse, attraverso un lavoro guidato, nelle mie mancanze, paure e debolezze. Lei mi propose una rosa di colleghi che avrebbero potuto aiutarmi. Ma ci sono altri aspetti da tenere in considerazione, appena iniziate una terapia con uno psicologo : Dovete trovarvi a vostro agio : non dovete sentirvi criticati o giudicati per i vostri pensieri e le vostre azioni Lo psicologo deve essere chiaro e competente : vi chiederà di collaborare insieme e vi spiegherà il tipo di lavoro che farete Il terapista riuscirà a capire il vostro malessere e lo trasformerà grazie al vostro aiuto Ci sarà un sano distacco professionale : il terapista non è vostro amico Se vi sembra oscuro, ambiguo, seduttivo o vi propone incontri esterni dalle vostre sedute terapeutiche, scappate. Non deve condizionare la vostra vita e le vostre scelte
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METODO GESTALT

LA CONSAPEVOLEZZA DELLA PROPRIA FORMA ATTRAVERSO ESPERIENZE PASSATE E PRESENTI  La terapia della Gestalt ha come obiettivo il mantenimento e lo sviluppo del benessere fisico, mentale e sociale, che possa farci vivere in armonia nel mondo. E’ indicata sia a chi soffre di disturbi fisici o psicosomatici e a chi si trova in difficoltà  e abbia l’intenzione di migliorare la qualità della sua vita.
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METODO GRINBERG

UN APPROCCIO CORPOREO-EDUCATIVO CHE INTEGRA CORPO, MENTE ED EMOZIONI  Utilizzando il tocco, gli esercizi fisici, la descrizione verbale e altre tecniche specifiche, il Metodo Grinberg valorizza l’abilità umana dell’apprendimento e la capacità di prestare attenzione, attraverso un lavoro guidato, per rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di stare bene.
LA NUOVA VITA

PSICOLOGIA

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“Se si è depressi si vive nel passato. Se siete ansiosi si vive nel futuro. Se si è in pace si vive nel presente” Lao Tzu

PSICOTERAPIA: STATE ANDANDO NELLA DIREZIONE GIUSTA?

La   psicoterapia   ha   l’obiettivo   di   aiutarvi   a   superare   i   blocchi   emotivi    e   fornirvi   gli   strumenti   per   abilitare   le   vostre   competenze   e   le   vostre   risorse interiori,  magari innescandone delle nuove ed entrare maggiormente in contatto con voi stesse. Come   capire   se   state   andando   nella   direzione   giusta   con   la   psicoterapia?   Monitoratela.   Valutate   come   vi   sentite   prima   e   dopo   ogni   seduta.   Cercate   di comprendere    se    uscite    alleggerite    o    appesantite,    in    ansia    o    se    non    cambia    nulla…Comunicate    con    il    vostro    terapeuta    miglioramenti,    ma    soprattutto peggioramenti o fasi di stallo emotivo. Ma   soprattutto   calcolate   quanto   dura   il   vostro   stato   di   benessere.   Valutate   se   gli   altri   vedono   dei   miglioramenti   o   dei   cambiamenti   in   voi.   E’   un   lavoro introspettivo molto impegnativo, ma anche molto importante per riuscire a raggiungere uno stato di benessere psicofisico.

DISTURBO

DA STRESS POST TRAUMATICO

ATTACCHI DI PANICO

DEPRESSIONE

ANSIA

La   depressione   è   un   disturbo   dell’umore   persistente   e   prolungato   nel tempo.   In   particolare,   una   depressione   post-cancro   può   scaturire   da una     momentanea     o     definitiva     riduzione     delle     proprie     abilità psicofisiche   o   dalle   terapie   in   corso,   e   può   essere   conseguenza   di   una ulteriore difficoltà a riprendere in mano la propria vita. Inoltre,   vissuti   ed   emozioni   non   elaborati   possono   contribuire   a   sofferenze fisiche ed emotive che possono trasformarsi in disturbi depressivi. Molti    malati    oncologici    hanno    difficoltà    a    compiere    le    normali    attività quotidiane,   hanno   problemi   di   concentrazione   e   di   attenzione,   a   parlare   o ricordare   i   fatti,   si   sentono   svuotati   di   ogni   energia   e   hanno   difficoltà   a dormire,   oltre   a   essere   particolarmente   emotivi.   Possono   anche   soffrire   di pensieri malsani, di fallimento e morte. E’     importante     intervenire     perchè     la     depressione     può     indebolire ulteriormente l’organismo. Bisogna   esprimere   le   proprie   emozion i:   non   controllarle   nè   mascherarle. La depressione potrebbe ostacolare le cure oncologiche o la riabilitazione. Chi   ha   avuto   un   intervento   oncologico,   ma   soprattuto   chi   si   è   sottoposto   a chemioterapia   potrebbe   avere   la   fatigue:   uno   sfinimento   fisico/psichico e senso di astenia quasi perenne. La   fatigue   è   associato   alla   cura   del   cancro.   Ci   si   sente   spossati ,   senza forze,    non    si    riesce    più    a    fare    tutto    come    prima.    Non    si    riesce    a ricordare   termini,   parole,   concetti   e   si   ha   la   tendenza   a   dimenticare   e confondere, a sentire la mente piena di piccoli buchi di memoria . E’   la   fatigue,   che   si   sviluppa   maggiormente   in   persone   tendenti   ad ansia   e   depressione .   Una   malattia   nella   malattia   di   cui   soffrono   il   90%   dei malati   oncologici   su   lungo   periodo.   Si,   perchè   l a   fatigue   può   durare   anni e non passare mai del tutto e chi ha subito chemioterapia è più a rischio. La   fatigue   è   una   vera   e   propria   sindrome   che   solo   in   parte   è   dovuta   a trattamenti anticancro. Possiede in sè una forte componente psicogena. Brevi   cicli   di   chemioterapie   o   cure   poco   tossiche   lasciano   le   persone con    una    sensazione    di    stanchezza    cronica .    A NSIA    E    DEPRESSIONE inoltre   aumentano   la   sensazione   di   fatigue   e   possono   incidere   molto sulla vita sociale, affettiva ed emotiva delle persone.
L’ ansia   è   una   reazione   naturale   e   innata   che   nasce   dalla   sensazione   di un pericolo reale o figurato. L’ ansia   aumenta   lo   stato   di   vigilanza    e   dell’attenzione   e   ci   predispone,   di conseguenza, a reazioni di attacco o fuga. L’ansia   può   essere   fisiologica   o   patologica.   L’ ansia   fisiologica    ci   prepara   ad affrontare   in   maniera   adatta   una   situazione   difficile:   una   reazione   corretta a una situazione di minaccia. L’ ansia   patologica   è   disfunzionale   perchè   è   intensa   e   persistente   e qualsiasi      situazione      può      essere      scatenante,      anche      se      non effettivamente pericolosa, ma perchè noi la percepiamo come tale. L’ansia patologica interferisce con le nostre prestazioni. I sintomi psicologici dell’ansia sono: forte   apprensione   non   commisurata   alla   portata   dell’evento   reale, nervosismo,       alterazione       della       memoria,       alterazione       della concentrazione, rimuginio e preoccupazione, insicurezza e timore I sintomi fisici dell’ansia , invece, provocano: iperattivazione      neurovegetativa      con      conseguenti      palpitazioni, tachicardia,    ipersudorazione,    spasmi    alla    gola,    dispnea,    vertigini, sintomi   gastroenterici,   necessità   di   urinare   molto   spesso,   insonnia   e risvegli frequenti. L’a nsia     causa     inoltre     tensione     motoria ,      da     cui     derivano     tremori, irrequietezza, agitazione, sussulti, contrazioni muscolari, cefalea. Un   altro   tipo   di   ansia    è   quella   anticipatoria ,   di   breve   durata,   che   viene scatenata   da   un   segnale   reale   o   immaginario,   identificabile,   associato   con la   minaccia.   L’ ansia   generalizzata   è   quella   più   pericolosa,   perchè   è   una sensazione di tensione persistente e durevole. I    disturbi    d’ansia     possono    svilupparsi    in    età    infantile,    favoriti    da    un ambiente   specifico   e   da   una   predisposizione   genetica:   sono   caratterizzati da attenzione selettiva, rimuginio, evitamento. L’   ansia ,   intesa   come   paura   del   presente   e   del   futuro ,   è   molto   frequente nei   pazienti   oncologici.   E’   chiamato   distress   (unito   alla   depressione) ,   e accompagna   tutta   la   fase   della   malattia,   dalla   diagnosi   al   follow   up . L’ ansia   cambia   e   si   modifica   nel   tempo ,   ma   è   bene   essere   guidati   nella sua   gestione   da   terapisti   specializzati   per   evitare   che   ci   limiti   nella   nostra vita e diventare distruttiva.

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PSICOTERAPIA E CANCRO: CHI DICE CHE NE HO BISOGNO?

Non   tutti   sentono   la   necessità   di   iniziare   un   percorso   psicoterapeutico   dopo   la   notizia   di   un   cancro.    Perchè   si   pensa   di   non   averne   bisogno   e   di   riuscire   a   gestire questa   notizia   come   tutto   il   resto   della   nostra   vita,   perchè   ci   si   sente   abbastanza   forti   da   affrontare   tutto   questo   senza   l’aiuto   di   nessuno,   perchè   si   pensa,   ancora, che rivolgersi a un terapista sia uno spreco di tempo e soldi e perchè “mica sono pazza!”. Andiamo   incontro   a   blocchi   che   poco   ci   aiutano   in   questo   particolare   momento   in   cui   invece   dovremmo   essere   aperte   a   tutto   ciò   che   possa   aiutarci   a farci stare bene o comunque a prevenire una situazione di stress che, prima o poi, ci presenterà il conto. Vi   ritroverete ,   alla   fine   del’intervento,   alla   fine   o   durante   le   terapie,   incomprese,   arrabbiate,   tristi,   stanche,   impaurite   e   ansiose .   Accettatelo,   è   normale. Accettatelo   e   prendetene   coscienza.    Chiedere   aiuto   a   un   terapista ,   far   parte   di   un   gruppo   di   sostegno   non   significa   essere   deboli   o   pazze,   ma   essere consapevoli di avere un problema  che ci fa star male e trovare la soluzione per risolverlo. Ansia,   depressione,   stress,   attacchi   di   panico,   stanchezza,   e   altre   sintomatologie   possono   comparire   quando   meno   ve   l’aspettate.    Possono   comparire proprio   quando   state   pian   piano   riprendendo   la   vostra   normalità.   Qualsiasi   sensazione   di   malessere   emotivo   voi   percepiate   o   vi   sentiate   stanche,   demotivate   e prive di interesse, iniziate a cercare uno psicologo competente e specializzato per un consulto.
“Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio  a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino  - Carl Gustav Jung
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Il      disturbo      da      stress      post-traumatico      può      avere      origine      da un’esposizione   di   eventi   di   carattere   traumatico   vissuti   in   prima   persona   o indirettamente.   Scuotono   l’individuo   nel   profondo ,   stravolgendone   le certezze ,   disperdendone   i   valori,   calpestandone   il   senso   di   sicurezza,   di controllo e di padronanza sulla propria vita e sui propri obiettivi. La    comunicazione    di    avere    una    malattia    come    il    cancro,     potrebbe    far affiorare    un    disturbo    da    stress    post    traumatico ,    soprattutto    dopo l’intervento o dopo le terapie oncologiche. Nel   disturbo   da   stress   post-traumatico   influiscono   il   carattere   improvviso, l’elevata   percezione   e   intensità   di   pericolo   per   sè   stesse,   l’imprevedibilità   e l’incontrollabilità   dell’evento,   il   disagio   e   il   danno   che   l’evento   ha   provocato o potrebbe provocare, la valutazione soggettiva, le esperienze personali. I sintomi del disturbo da stress post traumatico  possono essere: ricordi, sogni, flashback tentativi   di   evitamento   nei   confronti   di   situazioni,   persone,   luoghi   o altro che rievochi l’esperienza traumatica alterazioni   negative   di   pensieri   ed   emozioni,   uno   stato   emotivo   ostile persistente,    perdita    di    interesse    per    attività    piacevoli,    senso    di distacco dagli altri marcata    reattività:    irritabilità,    ipervigilanza,    esagerate    risposte    di soprassalto, difficoltà di concentrazione, difficoltà di sonno mancanza    di    memoria,    percezione    alterata    del    dolore,    emotività marcate ansia, paure, aggressività, alterazione della coscienza o dell’identità Il   disturbo   da   stress   post-traumatico   potrebbe   essere   associato   ad altri fattori come: problemi affettivi e di depressione attacchi di panico e fobie sociali La   causa    maggiormente   accreditata   sull’origine   di   questo   problema   è   da attribuire   a   un   grave   trauma   psicologico .   L’evento   traumatico   provoca   un cambiamento   nella   persona,   dando   origine   a   uno   squilibrio   nel   sistema nervoso   dei   neurotrasmettitori ,   innescato   dalle   alterazioni   di   adrenalina e   cortisolo.   Questo   determina   un   blocco   del   sistema    e   l’ informazione   acquisita   al   momento   dell’evento,   comprese   immagini,   sensazioni   e   suoni, viene   conservata   come   disturbo   nel   sistema   neurologico.    Il   disturbo da   stress,   quindi,   sarà    innescato   di   continuo   da   una   gamma   di   stimoli   interni ed esterni.
Gli    attacchi    di    panico    sono    definiti    come    brevi    episodi    di    ansia intollerabile    della    durata    massima    di    20    minuti,    caratterizzati    da sentimenti di oppressione, paura o terrore.  Le persone vivono un senso di   catastrofe   imminente   e   hanno   spiccate   manifestazioni   neurovegetative, con   esperienze   di   depersonalizzazione   e   derealizzazione.   Gli   attacchi   di panico   si   manifestano   attraverso   FATTORI   SCATENANTI   di   varia   origine.   E’ necessario   analizzare   a   fondo   le   situazioni   che   generano   gli   attacchi   di panico per riuscire a risolverli. I sintomi di un attacco di panico sono : palpitazioni, cardiopalma, tachicardia sudorazione, brividi o vampate di calore tremori e scosse, parestesie sensazione di soffocamento, di asfissia dolore o fastidio al petto nausea, disturbi addominali sensazione    di    sbandamento,    instabilità,    testa    leggera,    senso    di svenimento. paura di perdere il controllo, di impazzire, di morire L’ attacco   di   panico   può   divenire   cronico   e   svilupparsi   in   disturbo   da panico : si ha paura della paura. ed è un processo che si rinforza. I    pensieri    catastrofici    fanno    si    che    chi    ha    avuto    un    attacco    di    panico interpreti   in   maniera   errata   i   normali   sintomi   fisici   dell’ansia   e   li   viva   come reali pericoli. Gli   attacchi   di   panico   fanno   parte   dei   disturbi   d’ansia ,   conseguenza   di interazione   di   pensieri,   emozioni   e   processi   fisici   negativi.   Un   periodo   o evento     particolarmente     stressante,     come     può     essere     una     malattia oncologica,   anche   se   curata   e   curabile,   può   scatenare   il   disturbo   da   panico in   persone   con   una   predisposizione   ai   disturbi   d’ansia.    Ogni   controllo oncologico   potrebbe   essere   un   fattore   scatenante   per   un   attacco   di panico. Le    cause    degli    attacchi    di    panico    potrebbero    essere    ricercate    nella predisposizione   genetica,   nello   stress,   nelle   preoccupazioni   per   la   propria salute   o   nei   sentimenti   spiacevoli   causati   da   problemi   o   difficoltà   personali o professionali. Quando    non    vengono    affrontate    le    cause    e    rimangono    latenti,    queste provocano    un    aumento    dell’ansia    che    se    supera    una    certa    soglia    di tollerabilità per il nostro organismo, potrà scatenare un attacco di panico.

FATIGUE: LO SFINIMENTO FISICO

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LA CONSAPEVOLEZZA DELLA PROPRIA FORMA ATTRAVERSO ESPERIENZE PASSATE E PRESENTI  La terapia della Gestalt ha come obiettivo il mantenimento e lo sviluppo del benessere fisico, mentale e sociale, che possa farci vivere in armonia nel mondo. E’ indicata sia a chi soffre di disturbi fisici o psicosomatici e a chi si trova in difficoltà  e abbia l’intenzione di migliorare la qualità della sua vita.
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METODO GRINBERG

UN APPROCCIO CORPOREO-EDUCATIVO CHE INTEGRA CORPO, MENTE ED EMOZIONI  Utilizzando il tocco, gli esercizi fisici, la descrizione verbale e altre tecniche specifiche, il Metodo Grinberg valorizza l’abilità umana dell’apprendimento e la capacità di prestare attenzione, attraverso un lavoro guidato, per rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di stare bene.
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PSICOLOGIA: UN AIUTO

CONTRO IL CANCRO

Una    terapia    psicologica     potrebbe    essere    di grande    aiuto     se    non    riuscite    a    gestire    o accettare    la    spiacevole    notizia    che    avete    un cancro . In   molti   ospedali,   tramite   il   servizio   sanitario nazionale,   c’è   la   possibilità   di   essere   seguite   da una   psiconcologa ,   una   psicologa   specializzata per      elaborare      e      affrontare      la      nefasta comunicazione   di   un   tumore .   Personalmente ho   scelto   un   percorso   privato   perchè   la   mia vita   era   già   costellata   di   altri   problemi   che   si sono   intrecciati   tra   loro   e   perchè   passavo   così tanto   tempo   in   ospedale,   tra   visite   e   controlli, che   avevo   bisogno   di   un   altro   ambiente   che non mi procurasse ulteriore ansia. Quel   che   ho   imparato,   e   sto   imparando,   è   che qualsiasi    dramma,    trauma    o    malattia    voi stiate    attraversando,    dovete    tenere    conto    di questi fattori: 1.    IL    VOSTRO    CARATTERE:    cercate     di    capire chi      siete      veramente      e      comportatevi      di conseguenza. 2.   I   VOSTRI   PENSIERI:   analizzateli   e   capitene l’origine.   Siete   veramente   pessimisti   o   è   solo quel che vi hanno fatto vedere fino ad adesso? 3.    COME    VI    SENTITE    NEI    CONFRONTI    DEL MONDO:   vi   sentite   in   pace   o   perennemente   in lotta con tutto e tutti? 4.   LA   VOSTRA   FAMIGLIA   potrebbe   non   avervi fornito   gli   strumenti   adeguati   per   vivere   bene e   avere   un   corretto   equilibrio   per   affrontare   i problemi nel modo giusto. Se   avete   un   carattere   positivo,   partite   da   una situazione   emotivamente   stabile   e   non   avete situazioni         emozionali         irrisolte,         avrete sicuramente   un   piccolo   vantaggio   e   la   terapia potrà            sostenervi            temporaneamente. Difficilmente,   però,   si   supera   completamente questo   tipo   di   trauma.   Si   accetta,   si   convive   e   si vive    bene,    si    tornerà    a    ridere,    a    lavorare,    a uscire,   a   fare   attività   fisica,   ma   dentro   di   voi sarete       cambiate.       Sia       fisicamente,       sia emotivamente.    Accettatelo    perchè    è    l’unica cosa da fare per vivere in armonia. Se   partite   emozionalmente   da   una   situazione di    ansia,    depressione    e    tendete    a    isolarvi piuttosto       che       condividere       e       stare       in compagnia,   la   terapia   per   supportare   il   cancro come    singolo    evento    potrebbe    non    bastare.   Affidatevi   a   un   buon   terapeuta   in   base   alle vostre     esigenze:     ascoltate     quello     di     cui avete   bisogno.   Avrete   più   forza,   più   energia   e l’obiettivo   di   guarire.   Avrete   momenti   di   paura, di     mancanza     di     energia,     e     di     stanchezza emotiva.    Durante    e    dopo    la    malattia    e    le terapie.    Trovare    il    giusto    equilibrio    sarà    un percorso   lungo,   ma   non   dovete   avere   fretta. Ognuno    di    noi    ha    i    suoi    tempi    di    ripresa.    Il cancro    vi    dà    la    possibilità    di    ascoltare    il vostro   corpo   e   le   vostre    esigenze.   Osservate la    vostra    vita    e    cambiate    quel    che    volete cambiare:   il   tempo   è   prezioso   e   deve   essere speso per fare quello che ci fa stare bene.
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PSICOLOGIA: SCEGLIERE LA

TERAPIA ADATTA

Il     terapista     e     la     terapia     che     sceglierete     per continuare   la   vita   durante   e   dopo   il   cancro    sarà   di fondamentale importanza. Ma come scegliere la terapia più adatta? Nel     mio     caso,     un     po’     per     fortuna,     un     po’     per coincidenza,    avendo    un’ amica    psicologa     mi    sono rivolta   a   lei   per   un   consiglio   in   base   alle   mie   specifiche esigenze   del   momento.   Sapevo   di   cosa   avevo   bisogno: qualcuno   che   mi   accompagnasse,   attraverso   un   lavoro guidato, nelle mie mancanze, paure e debolezze. Lei    mi    propose    una    rosa    di    colleghi    che    avrebbero potuto aiutarmi. Ma   ci   sono   altri   aspetti   da   tenere   in   considerazione, appena iniziate una terapia con uno psicologo : Dovete    trovarvi    a    vostro    agio :    non    dovete sentirvi   criticati   o   giudicati   per   i   vostri   pensieri   e le vostre azioni Lo       psicologo       deve       essere       chiaro       e competente :   vi   chiederà   di   collaborare   insieme e vi spiegherà il tipo di lavoro che farete Il   terapista   riuscirà   a   capire   il   vostro   malessere   e lo trasformerà grazie al vostro aiuto Ci     sarà     un     sano     distacco     professionale :     il terapista non è vostro amico Se    vi    sembra    oscuro,    ambiguo,    seduttivo    o    vi propone    incontri    esterni    dalle    vostre    sedute terapeutiche, scappate. Non    deve    condizionare    la    vostra    vita    e    le vostre scelte

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PSICOTERAPIA: STATE

ANDANDO NELLA

DIREZIONE GIUSTA?

La     psicoterapia     ha     l’obiettivo     di     aiutarvi     a superare      i      blocchi      emotivi       e      fornirvi      gli strumenti   per   abilitare   le   vostre   competenze   e le    vostre    risorse    interiori,     magari    innescandone delle   nuove   ed   entrare   maggiormente   in   contatto con voi stesse. Come    capire    se    state    andando    nella    direzione giusta   con   la   psicoterapia?   Monitoratela.   Valutate come   vi   sentite   prima   e   dopo   ogni   seduta.   Cercate di   comprendere   se   uscite   alleggerite   o   appesantite, in   ansia   o   se   non   cambia   nulla…Comunicate   con   il vostro    terapeuta    miglioramenti,    ma    soprattutto peggioramenti o fasi di stallo emotivo. Ma   soprattutto   calcolate   quanto   dura   il   vostro   stato di     benessere.     Valutate     se     gli     altri     vedono     dei miglioramenti   o   dei   cambiamenti   in   voi.   E’   un   lavoro introspettivo   molto   impegnativo,   ma   anche   molto importante   per   riuscire   a   raggiungere   uno   stato   di benessere psicofisico.

DISTURBO DA STRESS

POST TRAUMATICO

Il     disturbo     da     stress     post-traumatico     può avere    origine    da    un’esposizione    di    eventi    di carattere   traumatico   vissuti   in   prima   persona   o indirettamente.       Scuotono       l’individuo       nel profondo ,        stravolgendone        le        certezze , disperdendone   i   valori,   calpestandone   il   senso   di sicurezza,    di    controllo    e    di    padronanza    sulla propria vita e sui propri obiettivi. La   comunicazione   di   avere   una   malattia   come   il cancro,    potrebbe   far   affiorare   un   disturbo   da stress     post     traumatico ,     soprattutto     dopo l’intervento o dopo le terapie oncologiche. Nel       disturbo       da       stress       post-traumatico influiscono     il     carattere     improvviso,     l’elevata percezione   e   intensità   di   pericolo   per   sè   stesse, l’imprevedibilità   e   l’incontrollabilità   dell’evento,   il disagio   e   il   danno   che   l’evento   ha   provocato   o potrebbe   provocare,   la   valutazione   soggettiva,   le esperienze personali. I      sintomi      del      disturbo      da      stress      post traumatico  possono essere: ricordi, sogni, flashback tentativi    di    evitamento    nei    confronti    di situazioni,     persone,     luoghi     o     altro     che rievochi l’esperienza traumatica alterazioni       negative       di       pensieri       ed emozioni,      uno      stato      emotivo      ostile persistente,   perdita   di   interesse   per   attività piacevoli, senso di distacco dagli altri marcata   reattività:   irritabilità,   ipervigilanza, esagerate   risposte   di   soprassalto,   difficoltà di concentrazione, difficoltà di sonno mancanza   di   memoria,   percezione   alterata del dolore, emotività marcate ansia,   paure,   aggressività,   alterazione   della coscienza o dell’identità Il       disturbo       da       stress       post-traumatico potrebbe    essere    associato    ad    altri    fattori come: problemi affettivi e di depressione attacchi di panico e fobie sociali La   causa    maggiormente   accreditata   sull’origine di   questo   problema   è   da   attribuire   a   un   grave trauma       psicologico .       L’evento       traumatico provoca   un   cambiamento   nella   persona,   dando origine   a   uno   squilibrio   nel   sistema   nervoso dei        neurotrasmettitori ,        innescato        dalle alterazioni    di    adrenalina    e    cortisolo.    Questo determina       un       blocco       del       sistema        e l’ informazione          acquisita         al         momento dell’evento,    comprese    immagini,    sensazioni    e suoni,    viene    conservata    come    disturbo    nel sistema     neurologico.      Il     disturbo     da     stress, quindi,    sarà     innescato    di    continuo    da    una gamma di stimoli  interni ed esterni.

ATTACCHI DI PANICO

Gli   attacchi   di   panico   sono   definiti   come   brevi episodi    di    ansia    intollerabile    della    durata massima      di      20      minuti,      caratterizzati      da sentimenti   di   oppressione,   paura   o   terrore.   Le     persone     vivono     un     senso     di     catastrofe imminente     e     hanno     spiccate     manifestazioni neurovegetative,           con           esperienze           di depersonalizzazione       e       derealizzazione.       Gli attacchi    di    panico    si    manifestano    attraverso FATTORI     SCATENANTI     di     varia     origine.     E’ necessario   analizzare   a   fondo   le   situazioni   che generano   gli   attacchi   di   panico   per   riuscire   a risolverli. I sintomi di un attacco di panico sono : palpitazioni, cardiopalma, tachicardia sudorazione, brividi o vampate di calore tremori e scosse, parestesie sensazione di soffocamento, di asfissia dolore o fastidio al petto nausea, disturbi addominali sensazione     di     sbandamento,     instabilità, testa leggera, senso di svenimento. paura   di   perdere   il   controllo,   di   impazzire, di morire L’ attacco    di    panico    può    divenire    cronico    e svilupparsi   in   disturbo   da   panico :   si   ha   paura della paura. ed è un processo che si rinforza. I   pensieri   catastrofici   fanno   si   che   chi   ha   avuto un   attacco   di   panico   interpreti   in   maniera   errata i   normali   sintomi   fisici   dell’ansia   e   li   viva   come reali pericoli. Gli   attacchi   di   panico   fanno   parte   dei   disturbi d’ansia ,   conseguenza   di   interazione   di   pensieri, emozioni   e   processi   fisici   negativi.   Un   periodo   o evento    particolarmente    stressante,    come    può essere   una   malattia   oncologica,   anche   se   curata e   curabile,   può   scatenare   il   disturbo   da   panico   in persone    con    una    predisposizione    ai    disturbi d’ansia.     Ogni    controllo    oncologico    potrebbe essere   un   fattore   scatenante   per   un   attacco di panico. Le   cause   degli   attacchi   di   panico   potrebbero essere   ricercate   nella   predisposizione   genetica, nello   stress,   nelle   preoccupazioni   per   la   propria salute    o    nei    sentimenti    spiacevoli    causati    da problemi o difficoltà personali o professionali. Quando    non    vengono    affrontate    le    cause    e rimangono      latenti,      queste      provocano      un aumento    dell’ansia    che    se    supera    una    certa soglia    di    tollerabilità    per    il    nostro    organismo, potrà scatenare un attacco di panico.

DEPRESSIONE

La     depressione     è     un     disturbo     dell’umore persistente      e      prolungato      nel      tempo.      In particolare,   una   depressione   post-cancro   può scaturire    da    una    momentanea    o    definitiva riduzione    delle    proprie    abilità    psicofisiche    o dalle       terapie       in       corso,       e       può       essere conseguenza     di     una     ulteriore     difficoltà     a riprendere in mano la propria vita. Inoltre,   vissuti   ed   emozioni   non   elaborati   possono contribuire    a    sofferenze    fisiche    ed    emotive    che possono trasformarsi in disturbi depressivi. Molti      malati      oncologici      hanno      difficoltà      a compiere    le    normali    attività    quotidiane,    hanno problemi    di    concentrazione    e    di    attenzione,    a parlare   o   ricordare   i   fatti,   si   sentono   svuotati   di ogni   energia   e   hanno   difficoltà   a   dormire,   oltre   a essere    particolarmente    emotivi.    Possono    anche soffrire di pensieri malsani, di fallimento e morte. E’   importante   intervenire   perchè   la   depressione può indebolire ulteriormente l’organismo. Bisogna    esprimere    le    proprie    emozion i:    non controllarle     nè     mascherarle.     La     depressione potrebbe    ostacolare    le    cure    oncologiche    o    la riabilitazione. Chi     ha     avuto     un     intervento     oncologico,     ma soprattuto    chi    si    è    sottoposto    a    chemioterapia potrebbe     avere     la     fatigue:     uno     sfinimento fisico/psichico      e      senso      di      astenia      quasi perenne. La   fatigue   è   associato   alla   cura   del   cancro.   Ci   si sente   spossati ,   senza   forze,   non   si   riesce   più   a fare     tutto     come     prima.     Non     si     riesce     a ricordare    termini,    parole,    concetti    e    si    ha    la tendenza     a     dimenticare     e     confondere,     a sentire    la    mente    piena    di    piccoli    buchi    di memoria . E’   la   fatigue,   che   si   sviluppa   maggiormente   in persone   tendenti   ad   ansia   e   depressione .   Una malattia   nella   malattia   di   cui   soffrono   il   90%   dei malati   oncologici   su   lungo   periodo.   Si,   perchè   l a fatigue   può   durare   anni   e   non   passare   mai   del tutto    e    chi    ha    subito    chemioterapia    è    più    a rischio. La   fatigue   è   una   vera   e   propria   sindrome   che   solo in     parte     è     dovuta     a     trattamenti     anticancro. Possiede in sè una forte componente psicogena. Brevi     cicli     di     chemioterapie     o     cure     poco tossiche       lasciano       le       persone       con       una sensazione     di     stanchezza     cronica .     A NSIA     E DEPRESSIONE   inoltre   aumentano   la   sensazione di   fatigue   e   possono   incidere   molto   sulla   vita sociale, affettiva ed emotiva delle persone.

FATIGUE:

LO SFINIMENTO FISICO

“Rendi cosciente l’inconscio,  altrimenti sarà l’inconscio  a guidare la tua vita e  tu lo chiamerai destino”  - Carl Gustav Jung

ANSIA

L’ ansia    è    una    reazione    naturale    e    innata    che nasce    dalla    sensazione    di    un    pericolo    reale    o figurato. L’ ansia     aumenta     lo     stato     di     vigilanza      e dell’attenzione   e   ci   predispone,   di   conseguenza,   a reazioni di attacco o fuga. L’ansia   può   essere   fisiologica   o   patologica.   L’ ansia fisiologica     ci    prepara    ad    affrontare    in    maniera adatta     una     situazione     difficile:     una     reazione corretta a una situazione di minaccia. L’ ansia    patologica    è    disfunzionale    perchè    è intensa    e    persistente    e    qualsiasi    situazione può      essere      scatenante,      anche      se      non effettivamente    pericolosa,    ma    perchè    noi    la percepiamo come tale. L’ansia     patologica     interferisce     con     le     nostre prestazioni. I sintomi psicologici dell’ansia sono: forte    apprensione    non    commisurata    alla portata       dell’evento       reale,       nervosismo, alterazione   della   memoria,   alterazione   della concentrazione,                 rimuginio                 e preoccupazione, insicurezza e timore I sintomi fisici dell’ansia , invece, provocano: iperattivazione          neurovegetativa          con conseguenti         palpitazioni,         tachicardia, ipersudorazione,   spasmi   alla   gola,   dispnea, vertigini,   sintomi   gastroenterici,   necessità   di urinare    molto    spesso,    insonnia    e    risvegli frequenti. L’a nsia   causa   inoltre   tensione   motoria ,    da   cui derivano       tremori,       irrequietezza,       agitazione, sussulti, contrazioni muscolari, cefalea. Un   altro   tipo   di   ansia    è   quella   anticipatoria ,   di breve   durata,   che   viene   scatenata   da   un   segnale reale   o   immaginario,   identificabile,   associato   con la   minaccia.   L’ ansia   generalizzata   è   quella   più pericolosa,      perchè      è      una      sensazione      di tensione persistente e durevole. I    disturbi    d’ansia     possono    svilupparsi    in    età infantile,   favoriti   da   un   ambiente   specifico   e   da una   predisposizione   genetica:   sono   caratterizzati da attenzione selettiva, rimuginio, evitamento. L’   ansia ,   intesa   come   paura   del   presente   e   del futuro ,   è   molto   frequente   nei   pazienti   oncologici. E’   chiamato   distress   (unito   alla   depressione) ,   e accompagna   tutta   la   fase   della   malattia,   dalla diagnosi    al    follow    up .    L’ ansia    cambia    e    si modifica   nel   tempo ,   ma   è   bene   essere   guidati nella    sua    gestione    da    terapisti    specializzati    per evitare   che   ci   limiti   nella   nostra   vita   e   diventare distruttiva.

PSICOTERAPIA E

CANCRO: CHI DICE CHE

NE HO BISOGNO?

Non    tutti    sentono    la    necessità    di    iniziare    un percorso   psicoterapeutico   dopo   la   notizia   di   un cancro.    Perchè   si   pensa   di   non   averne   bisogno   e di   riuscire   a   gestire   questa   notizia   come   tutto   il resto     della     nostra     vita,     perchè     ci     si     sente abbastanza   forti   da   affrontare   tutto   questo   senza l’aiuto    di    nessuno,    perchè    si    pensa,    ancora,    che rivolgersi   a   un   terapista   sia   uno   spreco   di   tempo   e soldi e perchè “mica sono pazza!”. Andiamo   incontro   a   blocchi   che   poco   ci   aiutano in    questo    particolare    momento    in    cui    invece dovremmo   essere   aperte   a   tutto   ciò   che   possa aiutarci     a     farci     stare     bene     o     comunque     a prevenire    una    situazione    di    stress    che,    prima    o poi, ci presenterà il conto. Vi   ritroverete ,   alla   fine   del’intervento,   alla   fine   o durante     le     terapie,     incomprese,     arrabbiate, tristi,   stanche,   impaurite   e   ansiose .   Accettatelo, è   normale.   Accettatelo   e   prendetene   coscienza.   Chiedere   aiuto   a   un   terapista ,   far   parte   di   un gruppo   di   sostegno   non   significa   essere   deboli   o pazze,     ma     essere     consapevoli     di     avere     un problema      che     ci     fa     star     male     e     trovare     la soluzione per risolverlo. Ansia,   depressione,   stress,   attacchi   di   panico, stanchezza,     e     altre     sintomatologie     possono comparire      quando      meno      ve      l’aspettate.   Possono    comparire    proprio    quando    state    pian piano   riprendendo   la   vostra   normalità.   Qualsiasi sensazione   di   malessere   emotivo   voi   percepiate   o vi     sentiate     stanche,     demotivate     e     prive     di interesse,      iniziate      a      cercare      uno      psicologo competente e specializzato per un consulto.
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“Se si è depressi si vive nel passato. Se siete ansiosi si vive nel futuro. Se si è in pace si vive nel presente” Lao Tzu
LA NUOVA VITA